annalibera

Comidademama a Siviglia /Punta Umbría

In cibo on 24 giugno, 2009 at 8:00 am

versión española

Sono di nuovo sulla terrazza dell’appartamento di Carlos a Punta Umbría. La terrazza è enorme, ombreggiata, con vista sulla Ría (e sul polo petrolchimico di Huelva, che però ha un suo fascino). Siamo stati fortunati, quest’anno: cercavamo dove fare delle vacanze a costo quasi zero, e questo amico ci ha offerto casa sua fino a fine mese. E invece di venire oggi per la prima volta, la abbiamo inaugurata dieci giorni fa con Elena, her wise, e Martitita.

feriagambachirla

Siamo stati così fortunati da coincidere con la Feria de la Gamba y de la Chirla. Installata sotto casa, in un grande capannone decorato da gigantesche sculture di spiedini di gamberi e olive in papier mâche.collage puntaumbria 2

Gli spettacoli serali sono stati un po’ problematici – kermesse di cantanti locali, con basi preregistrate e ballerine scosciate, o di una folclórica che cambiava di vestiti ogni tre canzoni. Volume alle stelle, e prima delle 2 non finivano. Per resistere, abbiamo dovuto andare giù di vino bianco di Huelva, fresco fresco, procurato da Elena nelle sue scorribande in uno dei banchetti della Feria (perché si sa, Lei Non Parla Con Nessuno). Ospiti non male, questi, se andavano via zitte zitte tre bottiglie (oltre alla birra di aperitivo) ogni sera.

Intorno alla Feria però c’era tutto un business di bancarelle affini. Uscendo da casa si passava sempre accanto a questo banchetto che aveva solo camarones, bocas (chele di granchio), granchi e gambas blancas.collage puntaumbria 1.jphLa gamba blanca, un gambero piccolo e saporito, viene pescata proprio su queste coste. Ne abbiamo comprato un po’ al mercato del pesce, 8 euro al kilo. Li ha preparati Elena in padella, ed erano buonissimi così, semplici. Li abbiamo sgranocchiati un po’ senza pensarci – in bocca avevamo ancora il ricordo del tonno rosso fatto alla tataki da Juan. Tonno rosso, sì, quello che non si dovrebbe mangiare perché sovrasfruttato. Era così bello, rosso e brillante al mercato; e solo 18 euro al kilo. Non ne mangio quasi durante l’anno, per una volta che lo trovo così bello, e molto locale, che devo fare? Per equilibrare la bilancia, abbiamo preso pure una ventina di sarde da fare alla brace.

collage puntaumbria 3

Il signore del banchetto era divertito dal servizio fotografico che gli stavamo facendo, e ripeteva: “Stasera ci sarà di più, stasera!”. Il cartoccetto di camarones poi non l’abbiamo preso, accidenti. I camarones, minuscoli gamberetti, grandi come un’unghia, si mangiano a manciate, tutti interi, come fossero noccioline. Sanno di mare, il guscio scricchiola un po’ in bocca, e a volte ti ritrovi pezzi di baffi tra i denti. E poi vuoi mettere, la soddisfazione di inghiottire un animale intero? Io ogni volta mi sento Polifemo.

  1. Bellissimo post, pieno di colore. Il poster è spettacolare. Le fotografie le avevo già sbirciate su flickr.

    Punta Umbrìa mi rimarrà nei ricordi. cenare con voi a lume di svariate lanterne, chiacchierare, il caffè, la siesta, chiacchierare e tutto il resto.

    Bene, abbiamo dato inizio ai post andalusi. Olè!

  2. il tonno era ottimo, per non parlare dei peperoni rossi al forno.
    Non mi tolgo dalla testa l’immagine di Juan che li affetta sottili sottili con il coltello e poi li mescola all’olio con le mani rendendoli spettacolari.

  3. A me viene l’acquolina a guardare tutti questi gamberi freschi! E pensare che qui per trovarli cosi devi almeno andare su in Maine.
    Bellissimo post!

  4. Che bel reportage, tu e Elena mi avete entusiasmato con queste belle foto, i racconti, le atmosfere, i colori. Ciao !

  5. Marilì, con Elena tutto è più bello!