Che bella che è Margherita Buy. Che belle le coincidenze. Che bella la normalità di due donne che si innamorano.
(via Panduzza)
Che bella che è Margherita Buy. Che belle le coincidenze. Che bella la normalità di due donne che si innamorano.
(via Panduzza)
Le coincidenze non sono né più né meno quel che tu vuoi che siano, e sono una delle cose più belle della vita.
Un gin tonic da Alessandro, e ci racconta del posto più sperduto del mondo – le Isole Pitcairn. Ci mettiamo un po’ a capire com’è il nome, e quando arriviamo a casa le cerco su Google Earth. Un paio di settimane dopo, Steven mi racconta che ha non so che sul fuso orario delle Pitcairn.
Misha mi parla di TED, e una delle primissime conferenze che mi fa vedere è quella di Malcolm Gladwell (What we can learn from spaghetti sauce). Sul blog di Elena noto che il sito di Malcolm Gladwell è uno dei pochi link non gastronomici.
Mi è appena arrivato Internazionale, e l’oroscopo di Rob Brezsny mi solleva l’animo. La rivista è della settimana passata, ma si addice perfettamente a questa.
La colazione la domenica mattina al Mas non è delle migliori: il caffè è appena passabile, il servizio abbastante scortese (anche se efficiente), e la vista, non ne parliamo. Ma c’è l’ombra, ci sono giochi per i bambini e niente macchine, ed è vicino a casa. Tutto sommato, non è male.
El País non è il mio quotidiano preferito: i supplementi sono mediocri (a differenza de El Mundo, giornalaccio che però ha dei supplementi fantastici) e lo stile non è molto chiaro. Ma è il meglio che possa trovare, e pesa più di mezzo chilo (oggi 650 grammi), che è quel che importa la domenica mattina.
Oggi però mi ha sorpreso, con un articolo su Dave Eggers – ancora non l’ho letto, ma è già di per sé una notizia visto che non fanno spesso articoli su nuovi autori. Ce l’ho nella mia Wishlist su Amazon perché David, un couchsurfer, me l’aveva raccomandato, e una settimana fa Ilan, un altro couchsurfer, mi ha lasciato la sua copia di You Shall Know Our Velocity. Questa è una coincidenza (adoro le coincidenze), chiamata pure – l’ho scoperto, che coincidenza!, oggi – sincronicità.
Poi leggo che la Spagna è il secondo paese (dopo gli U.S.A.) con più immigrazione. In percentuale, naturalmente – a quanto pare siamo il 10% della popolazione, 4,5 milioni di persone vivono qui senza avere la cittadinanza spagnola. E finalmente la Seconda Generazione si sta facendo grande e la Spagna comincia ad essere più multiculturale. Non è che io me ne renda molto conto qui a Siviglia, ma è vero pure che vivo in un quartiere molo omogeneo e monoculturale.
Il Congresso del Partito Socialista (PSOE) sta finendo, e arrivano notizie interessanti, vedremo quanto durano. La cosa più importante per ora sembra essere che Zapatero ha scelto Leire Pajín come Segretaria Organizzativa, che tradizionalmente è la terza posizione nella gerarchia del partito. Sono l’unica che si sente un po’ a disagio per dover far notare che Pajín è donna, e che ha 32 anni? Sembra pure che stiano provando a dire cose di sinistra, e qui vanno novità sull’aborto (ley de plazos, si parla di legalizzarlo con limiti temporali), i simboli religiosi (si parla di eliminarli dai luoghi pubblici) e l’eutanasia.
León e Linus giocano con le loro spade di legno, litigano su chi si prende l’ultimo pezzo di croissant, e mi danno baci appiccicosi di succo d’ananas. Una bella colazione.