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Reasons why I heart the Internet, #2 – non rivelo le mie fonti

In la vita digitale (ma ce n'è un'altra?) on 3 dicembre, 2008 at 2:44 pm

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Il martedì pomeriggio porto León e Linus a lezione di pittura. È in una fatiscente soffitta con grandi finestre, sembra quasi finta da quanto sia l’immagine stereotipica dell’atelier del pittore. Si mettono il camice, preparano i colori sulla tavolozza, e ognuno è responsabile di una cosa – preparare le sedie per la merenda, ripulire dopo, aiutare i più piccoli…

Fa già freddo, e per uscire mi metto il mio cappuccio nero e argento. Mercedes, la pittrice-maestra, mi chiede dove l’ho preso, ed io esito al rispondere…

L’ho comprata su Internet – è una frase che ancora faccio fatica a pronunciare. Eppure adesso la gente non fa più una faccia strana quando lo sente, perfino mio suocero a volte fa la spesa online. È una reazione istintiva da quando comprare i libri su Amazon sembrava un’eccentricità, i biglietti elettronici della Virgin Express cose fantasiose, e i vestiti dei bambini comprati di seconda mano su eBay roba da matti.

(il cappuccio è di Sue Havens; li faceva a mano, riciclando maglioni.)

Reasons why I heart the Internet, #1 – TED

In la vita digitale (ma ce n'è un'altra?) on 20 luglio, 2008 at 12:00 pm

versión española

Un buon amico mi ha fatto conoscere le TED Conferences un paio di mesi fa.

Esistono dal 1984, e dal 1990 si tengono ogni anno: personaggi di spicco, menti privilegiate, gente che ha qualcosa da dire viene invitata a parlare – uno dei requisiti è che non possono vendere niente. Gli assistenti vanno su invito – e dopo aver pagato un cospicuo biglietto.

Molte delle Conferences si trovano su YouTube, si scaricano su iTunes in podcast, e si possono vedere (con miglior definizione) sul sito ufficiale.

Alcune delle mie favorite:

Photosynth demo – Blaise Aguera parla di Photosynth, un software che crea immagini tridimensionali a partire da immagini digitali. Io lo spiego male, capisco la metà di quel che significa, ma guardando il video sono rimasta a bocca aperta.

Why design? – Philippe Starck e il design, perché lo fa, l’evoluzione, cosa è importante e cosa no… Sarà che lui se lo può permettere, ma è estremamente umile.

What we can learn from spaghetti sauce – Il marketing, i gusti della gente, il piatto platonico, e lE perfettE salsE di pomodoro. Malcolm Gladwell scrive sul New Yorker bellissimi articoli che si possono leggere pure sul suo sito, e pubblica libri che non ho letto ancora ma già so che mi piacciono. Con quei capelli e quelle mani può far quel che vuole, io lo amo.

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Rives controls the InternetRives, slam poetry, la mia prima volta. Anche senza sapere inglese si apprezza l’affabulazione. “If I owned the Internet, you could mail dead people”.

Negroponte nel 1984 – Preistoria: Negroponte parla di teletesto, schermi tattili, videoconferenze, ipertesto (ma qualcuno ne parla ancora, dell’ipertesto? Una grande possibilità mandata a quel paese…), il computer come mezzo e non come fine… Niente Power Point naturalmente, ma delle diapositive caricate su disconi (laser disc?). Scopro che era molto critico del mouse della Macintosh…