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Un buon amico mi ha fatto conoscere le TED Conferences un paio di mesi fa.
Esistono dal 1984, e dal 1990 si tengono ogni anno: personaggi di spicco, menti privilegiate, gente che ha qualcosa da dire viene invitata a parlare – uno dei requisiti è che non possono vendere niente. Gli assistenti vanno su invito – e dopo aver pagato un cospicuo biglietto.
Molte delle Conferences si trovano su YouTube, si scaricano su iTunes in podcast, e si possono vedere (con miglior definizione) sul sito ufficiale.
Alcune delle mie favorite:
Photosynth demo – Blaise Aguera parla di Photosynth, un software che crea immagini tridimensionali a partire da immagini digitali. Io lo spiego male, capisco la metà di quel che significa, ma guardando il video sono rimasta a bocca aperta.
Why design? – Philippe Starck e il design, perché lo fa, l’evoluzione, cosa è importante e cosa no… Sarà che lui se lo può permettere, ma è estremamente umile.
What we can learn from spaghetti sauce – Il marketing, i gusti della gente, il piatto platonico, e lE perfettE salsE di pomodoro. Malcolm Gladwell scrive sul New Yorker bellissimi articoli che si possono leggere pure sul suo sito, e pubblica libri che non ho letto ancora ma già so che mi piacciono. Con quei capelli e quelle mani può far quel che vuole, io lo amo.
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Rives controls the Internet – Rives, slam poetry, la mia prima volta. Anche senza sapere inglese si apprezza l’affabulazione. “If I owned the Internet, you could mail dead people”.
Negroponte nel 1984 – Preistoria: Negroponte parla di teletesto, schermi tattili, videoconferenze, ipertesto (ma qualcuno ne parla ancora, dell’ipertesto? Una grande possibilità mandata a quel paese…), il computer come mezzo e non come fine… Niente Power Point naturalmente, ma delle diapositive caricate su disconi (laser disc?). Scopro che era molto critico del mouse della Macintosh…